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LA TUA CASA È UNA FORTEZZA, MA LO SONO ANCHE I TUOI SISTEMI INFORMATICI?





Una volta c’era Robin Hood, il leggendario ladro che rubava ai ricchi per dare ai poveri, oggi anche questi ultimi fanno meglio a tutelarsi.

Privato, pmi, pubblica amministrazione, multinazionale… nessuno è al sicuro quando si parla di cybercrimini. Finché cerchiamo di preservare il nostro patrimonio fisico con chiavi, lucchetti, serrature e codici forse abbiamo una speranza, dico forse. Ma quando mettiamo in circolo i nostri dati siamo più vulnerabili di un topo all’interno di una casa piena di gatti. “Secondo uno studio presentato nelle scorse settimane da Accenture, l'Italia è tra i dieci Paesi al mondo più colpiti dai crimini informatici: nell'ultimo anno, i costi del cybercrime sono cresciuti del 23% rispetto all'anno precedente. Le aziende dei settori finanziario e dell'energia sono le più colpite. Per queste ragioni, la sicurezza dell'ecosistema digitale costituisce un obiettivo strategico del nostro Paese e la protezione dei dati e dei sistemi ne rappresenta il presupposto principale, il primo e più efficace strumento di contrasto di tali forme di criminalità.” (fonte Federprivacy) COME TUTELARSI ALLORA? Sicuramente il primo passo è adeguarsi al NOVO GDPR (EU) 679/2016, innanzitutto perché un obbligo di legge, in secondo luogo proprio perché “l'intera trama normativa del nuovo Regolamento è improntata all'obiettivo di adeguamento all'evoluzione tecnologica. Si pensi alle caratteristiche sconvolgenti dei big data, dell'Internet of things e dell'intelligenza artificiale, che indeboliscono l'efficacia di strumenti tradizionali – quali ad esempio il consenso informato – su cui ha sinora ruotato la disciplina. È dunque indispensabile, come richiesto dal Regolamento, che venga anticipata la soglia della tutela alla fase della progettazione dei sistemi (secondo i criteri di privacy by design e privacy by default) nel rispetto dei principi di precauzione e prevenzione”. (Fonte Federprivacy) Quindi caro RPD, il concetto di privacy assume un ruolo sempre più importante che deve essere applicato sin dalla progettazione di un processo, di un sistema informatico, etc. L’origine di qualsiasi cosa deve sempre prendere in considerazione la riservatezza e la protezione dei dati personali. Ovviamente molte cose sono già state progettate, sviluppate e implementate negli anni passati, quindi va da sé che questo non vuol dire buttare tutto e ricominciare da capo. Cosa fare allora? Innanzitutto partire da una GAP ANALYSIS per studiare lo stato di salute della privacy nella nostra organizzazione. Successivamente, una volta individuate le lacune del nostro sistema, non resta che mettere in moto un PIANO DI AZIONE per andare a colmarle. Tu ad oggi sei convinto di essere a posto con la questione privacy e nuovo regolamento 679/2016? Che ne dici di scoprirlo? RICHIEDI ORA LA TUA GAP ANALYSIS
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